orge
Greta e il temporale in spiaggia
21.07.2025 |
179 |
4
"Gli altri guardavano e commentavano, intanto le loro mani si infilavano dappertutto..."
Lo scorso week end mi trovavo su una spiaggia in Toscana, stranamente, per essere un sabato pomeriggio, il luogo era quasi deserto e ne approfittai per prendere il sole in nudo integrale, Ho sempre adorato farlo, primo perché odio i segni del costume e soprattutto perché adoro essere guardata dai bagnanti che passano. Trovo terribilmente intrigante sentirmi gli sguardi di desiderio addosso, l’idea che la gente faccia fantasie su di me mi eccita da matti, ancora di più quando a farlo sono i venditori ambulanti, che con la scusa di venderti qualcosa si avvicinano e cercano di attaccare bottone, non nascondendo le espressioni di desiderio.
Quel pomeriggio ci fu un discreto via vai di prestanti ragazzi di colore che con la loro merce sfilavano davanti a me, alcuni guardavano e basta, altri tentavano un approccio tra un tentativo di vendermi qualcosa e l’altro, inutile dire che la cosa mi eccitava non poco.
Verso le 17 il cielo si annuvolò e in pochissimo tempo, lo splendido tepore del sole che riscaldava la mia pelle, lasciò il posto a un vento minaccioso che prometteva di lì a poco un temporale.
Resistetti ancora una decina di minuti, ma alle prime gocce d’acqua, capii che era il caso di tornare, prima di farsi sorprendere dalla tempesta.
Non feci in tempo a rivestirmi e mettere le mie cose nella borsa, che la pioggia iniziò a scendere violenta e abbondante. Arrivare alla macchina sarebbe stata un’impresa impossibile e quindi optai per ripararmi dentro una di quelle capanne di legno che spesso si trovano su queste spiagge, sono costruzioni abbandonate, che spesso servono come dormitorio occasionale, ma nel mio caso, sarebbe stato un riparo perfetto.
Arrivai di corsa alla porta e un istante prima di aprire la porta, mi resi conto che c’era qualcuno dentro, inutile dire che uno strano calore crebbe dentro di me, una specie di segnale che la situazione poteva diventare bollente.
Una volta aperta la porta trovai dentro quattro di quei venditori che poco tempo prima erano passati davanti a me, una volta dentro notai subito una luce nei loro occhi, il loro desiderio era palpabile e la situazione giocava totalmente a loro favore.
Chiesi il permesso di stare lì fino alla fine del temporale, cosa che ovviamente suscitò in loro una certa euforia, euforia che nascondeva a malapena il loro desiderio.
Tra una frase di circostanza e l’altra mi sentivo i loro occhi addosso, nonostante cercassi di non farlo trasparire, la mia testa proiettava l’immagine delle loro mani e delle bocche su di me e la cosa mi eccitava terribilmente. Evidentemente i quattro lo capirono bene e, mentre la pioggia sembrava continuare a cadere incessante, uno di loro si fece avanti. Iniziò con una serie di complimenti sul mio corpo e dal suo borsone tirò fuori un costume da bagno che, a parere suo, mi sarebbe stato benissimo. Mi fece capire che sarebbe stato un regalo, a patto che lo provassi lì davanti a loro.
Nonostante tentassi di dimostrarmi timida e impacciata, ero decisamente eccitata, l’idea di spogliarmi e indossare quel costume per loro aveva ormai avvolto completamente i miei pensieri, tolsi lentamente il pareo e sfilai via il costume che avevo messo addosso, rimanendo totalmente nuda per qualche secondo davanti a loro.
I loro sguardi erano decisamente cambiati, quella che prima era euforia si era trasformata in desiderio selvaggio, quei quattro stavano già pregustando quello che sarebbe successo dopo, parlavano nella loro lingua, incomprensibile per me, ma i toni parlavano chiaro…
Una volta indossato il nuovo costume improvvisai una piccola passerella davanti a loro e uno dei quattro, al mio passaggio, mi toccò la caviglia e iniziò a salire verso le cosce. Tentai inizialmente una piccola resistenza, ma ormai ero avvolta dal desiderio e quando le mani sulle mie gambe si moltiplicarono, iniziai ad ansimare chiudendo gli occhi e mi abbandonai a loro, che tra una palpata e l’altra, iniziavano a spogliarsi, mostrando dei fisici tonici e imponenti.
Uno di loro si mise dietro di me, che ero in piedi mentre mi facevo adorare e, cingendomi con le sue braccia muscolose, iniziò ad accarezzarmi i capezzoli, che ormai erano durissimi e ricettivi.
Si alzarono anche gli altri tre e in una frazione di secondo mi trovai circondata da mani che mi toccavano e bocche che mi assaggiavano. La mia eccitazione era evidente, uno di loro infilò due dita nel costume e iniziò a massaggiarmi il clitoride e le labbra, inutile dire che ero fradicia e che ormai aspettavo solo i loro cazzi, che non tardarono a mostrarsi.
Tutti e quattro erano decisamente ben messi e, dopo avermi fatto inginocchiare, iniziarono a passare i loro cazzi sulle mie labbra.
In poco tempo la capanna, che non aveva neanche una finestra e che era illuminata da due torce che avevano acceso i ragazzi per non stare totalemte al buio, era diventata incandescente, il calore amplificava gli odori intensi della mia fica bagnata, dei loro cazzi già pronti a scoparmi e dal sudore dei nostri corpi.
Iniziai a succhiare a turno i cazzi che mi si presentavano davanti, godevo nel sentire i loro gemiti di piacere e pregustavo quello che sarebbe arrivato dopo, anzi pochissimo dopo…
Uno di loro mi fece alzare e mi prese letteralmente in braccio, infilandomi la lingua in bocca, il strinsi le mie gambe intono al suo corpo e avvicinai la mia fica a quell’enorme asta pulsante che ormai voleva una cosa sola…
Strusciò la sua cappella sulle mie labbra fradice e con un movimento deciso, infilò il suo cazzo dentro di me…Il cazzo si muoveva piano e a ogni spinta entrava sempre più in profondità, lui intanto mi apriva le chiappe per facilitare l’entrata, scoprendo così il mio culetto. Gli altri guardavano e commentavano, intanto le loro mani si infilavano dappertutto.
Era un incrociò di lingue e di mani, io ormai ero totalmente abbandonata a loro, che non risparmiavano nessuna parte del mio corpo con le mani e con le lingue…
Mi scoparono la fica a turno, mi rigiravano come una bambolina e ognuno di loro mi usava come meglio credeva.
Il mio culetto non fu risparmiato ovviamente, mentre ero sopra uno di questi splendidi cazzi, sentii un dito che si faceva largo nel mio buchino, e i miei gemiti si fecero sempre più selvaggi.. Dopo un’accurata leccata, sentii la cappella enorme che si faceva strada nelle mie viscere e nel giro di qualche manciata di secondi, mi ritrovai due cazzi dentro di me, mentre gli altri due si alternavano nella mia bocca.
Ero fuori di me, la mia eccitazione era diventata animalesca, la mia priorità era essere lì a loro disposizione, usata e scopata come un oggetto…
La pioggia continuò ancora per un po’ e dopo che ognuno dei quattro cazzi mi aveva esplorato in lungo e in largo, i quattro mi fecero di nuovo inginocchiare per raccogliere il loro seme. Li masturbai e li succhiai con veemenza, e in poco tempo mi ritrovai completamente ricoperta di sborra, i ragazzi dovevano essere in astinenza da un po’.
Una volta finito, i quattro si rivestirono e approfittando della pioggia che ormai era praticamente finita, se ne andarono senza troppe parole…
Io rimasi coricata sul pavimento, ero sfinita ma soddisfatta…il mio corpo era imbrattato del loro seme, nell’aria si respirava ancora l’odore intenso dei corpi, chiusi gli occhi e mi accarezzai ancora per un po’…
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Greta e il temporale in spiaggia :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
